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Articoli / Articles 2007-09

TINO SEHGAL: l’arte che non si vede

11.12.08 | Comment?

di Francesca Valentini

 Massimiliano Gioni - direttore artistico della Fondazione Nicola Trussardi - e Tino Sehgal alla Villa Reale. Foto di Marco De Scalzi

C’erano una volta un imperatore con la passione per gli abiti e c’erano una volta due abili tessitori che riuscirono, con lo scopo di confezionare un abito straordinario, a sottrargli sete finissime, fili d’oro e molto denaro. L’abito doveva avere un potere speciale: sarebbe stato invisibile dagli stupidi e da tutti coloro che ricoprivano cariche senza meritarle. I due sarti ladroni riuscirono a gabbare fino in fondo il sovrano, facendo finta di realizzare l’elegante abito - invisibile perché inesistente - e facendoglielo provare di tanto in tanto, certi che egli non avrebbe mai sollevato critiche o dubbi per paura di essere tacciato di stupidità. Il giorno della parata l’imperatore indossò la sua preziosa quanto inconsistente veste e sfilò per le vie della città davanti ai sudditi in visibilio per la sua sconfinata eleganza. Fu un bambino l’unico ad urlare a gran voce la nudità dell’imperatore.

Ricordiamo tutti il misto di stupore e divertimento, il sorrisetto che resta sulle labbra dopo aver letto o ascoltato la fiaba di Andersen Il vestito nuovo dell’imperatore.

Una mostra, a Milano, ci fa rivivere quei momenti. Fino al 14 dicembre 2008, Villa Belgiojoso Bonaparte (già Villa Reale) è invasa dall’opera di Tino Sehgal, trentaduenne artista berlinese alla sua prima grande personale in Italia. La Fondazione Nicola Trussardi tiene ineccepibilmente fede ai principi della sua mission, portando in un luogo magico e non sufficientemente conosciuto, l’opera di un grande interprete della contemporaneità, affinché si possa gratuitamente godere dell’opportunità di avvicinarsi all’arte di ieri e di oggi.

Nella cornice di Villa Reale, dimora neoclassica disegnata da Leopoldo Pollack, capace allievo del Piermarini e sede della Galleria d’Arte Moderna di Milano, Sehgal mette in scena il suo teatro del mondo. Le opere d’arte si rivelano non come oggetti materiali ma come situazioni estemporanee diverse a seconda di chi le rappresenta e di chi le esperisce.

Sehgal ha esaminato più di 300 candidati, uomini, donne, giovani, anziani, professionisti e gente comune per arrivare a scegliere i 70 attori che lavorano alla mostra milanese, rappresentando, secondo precise istruzioni, le sue opere. Lui stesso afferma: “coloro che mettono in scena le mie situazioni sono un mezzo, un canale per esprimere la mia soggettività. La loro propria identità entra in gioco nel modo in cui le interpretano”.

Camuffati tra il pubblico e tra le guardie del museo, gli interpreti colgono di sorpresa lo spettatore proponendo situazioni insolite e inattese, invitando a riflettere sul significato e sulla validità dell’operazione artistica nonché sul rapporto con il contesto della splendida villa museo, caratterizzata da sale che conservano mobili dell’epoca, splendide decorazioni (spicca l’ultimo affresco dell’Appiani, Il Parnaso), una preziosa collezione di pittura e scultura del XIX e XX secolo. L’artista ha saputo confrontarsi con la storica dimora disponendo i suoi lavori in stretto colloquio con le opere del passato. Basti citare l’esempio della sala che ospita Il Quarto Stato, grande tela di Pellizza da Volpedo: quella che ogni visitatore avrebbe pensato essere una guardia del museo, è invece una cantante lirica professionista che, davanti al potente ritratto della folla di contadini provati dalle dure fatiche del lavoro, intona l’aria “This is propaganda. You know, you know”. La voce suadente con cui la frase è intonata ci spinge a pensare al significato che diamo al concetto di propaganda, a riflettere sulle responsabilità dell’arte e sulle sue possibilità comunicative.

Un gruppo di interpreti della mostra di Tino Sehgal della Fondazione Nicola Trussardi alla Villa Reale, Milano. Foto di Marco De Scalzi

Al cospetto del patrimonio storico-artistico di Villa Reale, l’opera di Sehgal ci appare inconsistente. E’un’opera fatta di situazioni, di frasi dette, cantate, di corpi che compiono gesti sempre uguali ma sempre diversi, è un’opera che l’artista non vuole immortalare proprio perché transitoria, multiforme, sempre in evoluzione. Nessuna fotografia, nessun catalogo, nessuna didascalia, nulla di scritto, neppure per chi vuole possedere le sue opere (e può farlo, contrattandole verbalmente alla presenza di un notaio). Ed ecco che più si analizza il lavoro dell’artista berlinese più si incappa in spinose contraddizioni di cui egli è ben conscio: “le mie opere esistono proprio come sole azioni. È per questo che può sembrare molto inusuale che possano circolare, essere acquistate da un collezionista o da un museo, senza per esempio che l’opera sia certificata da un documento legale o qualcosa di simile. Non c’è nessun oggetto materiale che possa garantire che una certa situazione esista: mi interessa ricordare a tutti che un’azione o una situazione può esistere di per sé stessa”.

Per la personale milanese Sehgal ha prodotto una nuova opera dal titolo This is critic (2008). Quest’opera prende forma a partire dalle domande di una “guardia del museo” che propone inaspettatamente agli spettatori dubbi sulla validità del lavoro del giovane berlinese. Se si crea la giusta sinergia, i visitatori, con incredibile naturalezza, forniscono e discutono le loro personali risposte. Grazie all’interazione fra persone diverse, con età, vissuti e competenze differenti, l’opera si invera permettendo a ciascuno dei partecipanti di elaborare una personale comprensione dell’attività di Sehgal, evidenziandone, superandoli, limiti e contraddizioni.

All’uscita della mostra, piacevolmente stupiti e sconvolti, non avremo visto qualcosa di sostanzialmente diverso da quanto avremmo potuto vedere durante una “normale” visita a Villa Reale ma saremo pervasi da una strana formicolante sensazione domandandoci se, nella fiaba che ci ha tanto divertito, Tino Sehgal ricopre il ruolo del bambino, dell’imperatore, dei sarti o di tutti e tre.

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TINO SEHGAL

Villa Reale, Galleria d’Arte Modernavia Palestro 16 - Milano11 novembre - 14 dicembre 2008

www.fondazionenicolatrussardi.com

 

Bibliografia:

Hans Christian Andersen, Le fiabe più belle, Milano, Euroclub, 1991

 

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