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Il Bollettino

Vi diciamo quello che gli altri non hanno il coraggio di dirvi!!!

Archive for December, 2008

12 17th, 2008

Oggi ultima puntata prima della pausa natalizia che durerà fino a metà febbraio a causa della pausa sessione di esami…

In studio Matteo e Jacopo, purtroppo Marco è assente alla sua ultima puntata in RCF prima di trasferirsi a Roma.

La ricetta della Giornata:

- I viaggi dello Studente: Londra e l’esperienza di Matteo dopo una settimana nella Londra pre-natalizia

- Rassegna Stampa Estera: Direttamente da Londra la stampa inglese, spulciamo tutte le notizie curiose e interessanti del mondo d’oltre Manica.

- Mondi A Confronto: Dopo l’articolo letto e commentato settimana scorsa sull’Italia vista da un inglese, oggi vediamo l’inghilterra vista da un italiano.

- Crisi e vantaggi: Crolo dei tassi d’interesse europei, l’Euribor torna ai valori del 2006, ora il mutuo è più abbordabile da pagare, confronto mutuo tasso fisso, mutuo tasso variabile. Sterina in caduta libera, quasi parità con l’euro!!

- Energie Rinnovabili: Europa e pacchetto di direttive sulle energie rinnovabili e risparmio energetico. Com’è andata a finire, le direttive approvate oggi in sede Parlamentare Comunitaria.

- Molto altro ancora…

- Ma soprattutto Rock…sempre

Per ogni domanda, risposta suggerimento…o consulenza economico finanziaria (del resto siamo un finanziere, un revisore dei conti e un ricercatore in management) scriveteci numerosi a: ilbollettino@radiocafoscari.it 

Union Jack UK

 
icon for podpress  Sesta Puntata: Londra, Inghilterra, Europa, Tassi D'Interesse, Energie Rinnovabili.: Play Now | Play in Popup | Download (1404)


Venezia in balia dell’Acqua!!!

Author: il_bollettino
12 15th, 2008

Dopo l’Acqua Alta record del 1 dicembre Venezia si trova ancora sotto assedio dalla marea. Nelle ultime due settimane si sono registrate escursioni positive della marea superiori ai +100 cm praticamente una volta al giorno.

Il mal tempo imperversa su tutta la penisola, ma qui, nella città dei canali e dei ponti, la vita è ancora più dura. Il mal tempo, infatti, sta creando notevoli problemi, non solo ai turisti (di cui ci frega anche poco) che si trovano ad affrontare una città ostica da vivere bensì anche a chiunque, pur essendo abituato a tutto questo da anni, vive a Venezia.

Il vento, la pioggia e l’alta marea, infatti, condizionano i ritmi e le vite di tutti coloro che qui studiano, vivono o lavorano.

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Partendo dagli studenti, che ogni giorno si recano nella città lagunare o che qui vivono per studiare,  non sempre trovano funzionanti i servzi a loro dedicati, come: le aule studio, i ricevimenti con i professori, le lezioni. Ca’ Foscari si è già trovata, non per sua colpa ovviamente, a dover chiudere sedi temporaneamente per i problemi causati dall’alta marea che periodicamente imperverza tra le calli e i campi. Gli studenti, in particolare i pendolari, si trovano in difficoltà a raggiungere le sedi dell’ateneo dove solo i coraggisi e gli arditi si recano ogni giorno per studiare e seguire le lezioni.

Stesso problema lo hanno anche i lavoratori che non dovranno certo recarsi a lezione, ma che dovranno affrontare le stesse epopee per raggiungere il proprio posto di lavoro, dal quale non si può certo stare a casa a causa del mal tempo (a differenza di quanto si possono permettere gli studenti). Oltre ai lavoratori dipendenti assai penalizzati sono i commercianti della Venezia Lagunare, che si trovano a sostenere costi maggiori per la manutenzione dei locali e profitti minori dovuti dal fatto che con l’Acqua Alta l’approvigionamento di scorte è impossibilitato o quantomeno di molto rallentato quindi non riescono a soddisfare la domanda della clientela che si andrà a rifornire in terra ferma. Questo per esempio vale per la vendita degli stivali, molto richiesti, per ovvi motivi, in questo periodo. In molti negozi infatti sono finite le scrorte o si trovano solo pochi numeri disponibili, costringendo così turisti e disorganizzati studenti (come il sottoscritto) ad arrangiarsi come possono per contrastare l’acqua che arriva da ogni dove. Portando ad un mancato profitto per il negoziante e ad un servizio (per quanto irrazionalmente costoso) al cosumatore.

Oltre ai disservizi superabili di questo tipo, di maggior costo economico per i commercianti, sono i danni subiti a causa della marea alta. Basti pensare al fatto che con l’Acqua Alta molti negozi o bar sono costretti a tener chiuso per inagibilità dei locali o mancato funzionamento dell’impianto elettrico, portando così a dei mancati profitti contro costi aggiunti da sostenere(oltre che ad innumerevoli bestemmie facilmente udibili tra le calli).

Il mal tempo non incide però solo sulle evidenti perdite economiche o sui disagi tangibili, bensì ha anche forte influenza sull’umore delle persone. Può sembrare banale ma colpisce molti individui, a tal punto da diventare una patologia chiamata SAD (acronimo di Seasonal Affective Disorde = Disordine Affettivo Stagionale) e la raffinatezza medica nella scelta del nome vuole anche evidenziare uno degli effetti dati da tale disturbo l’essere tristi, SAD in inglese vuol dire infatti “triste”. Tale patologia che colpisce per i cambi stagionali climatici, ed è più frequente nelle donne come effetti sull’individuo si riscontrano: depressione, facilità all’ira e aumento delle ore di sonno con conseguente stanchezza e sonnolenza. Le cause che originano questa patologia non sono ancora del tutto note anche se si suppone un origine del problema nel sistema nervoso. L’attuale cura è la “light therapy” (terapia della luce, ossia rimanere esposti a luce tra 2000-10,000 lux per 30-120 min al giorno. Questo evidenzia una forte relazione tra la quantità si luce e l’umore, portando a sottolineare che il maltempo, se esteso nel tempo, con la conseguente minore intensità di luce può facilitare l’incorrere della SAD (fonte, Seasonal affective disorder: an overview).

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Dopo una breve parentesi psico-medica affrontiamo le prefisioni per le settimane a seguire con uno sguardo anche alle maree. La perturbazione che in questi gioni copre tutta la penisola, sovrasterà Venezia con precipitazioni fino a mercoledì 17 dicembre, sono previsti anche venti forti (intorno ai 30 km/h NE) oggi, lunedì 15, e domani, martedì 16, che andranno ad amplificare il normale corso della marea astronomica portando alla cosiddetta Acqua Alta, che avrà il suo massimo di +110cm  alle 12.10 di martedi 16 dicembre. Con l’attenuarsi dei venti da mercoledì in poi, dovrebbero calare anche le possibilità di acqua alta a Venezia. Infatti, per chi non lo sapesse, concausa al formarsi dell’acqua alta oltre alla marea astronomica è il vento che, quando soffia da NE a SSE, impedisce alla corrente di defluire dalla laguna amplificando l’effetto marea. (fonti, IlMeteo e WindGuru)

Dunque da mercoledì in poi dovrebbe migliorare decisamente la stituazione fino al week end che, fino a prova contraria, dovrebbe riportare il sole su tutto il Triveneto. Sperando che porti un pò di buonumore.

Jacopo Scarabello



10/12/2008: La Quinta Puntata

Author: il_bollettino
12 10th, 2008

Oggi parleremo in collegamento con .. di:

- Italia: come siamo visti da fuori, pro contro e contraddizioni del Belpaese. Ispirati dall’articolo uscito su The Spectator, scritto da Lisa Hilton, analizziamo critiche a volte eccessive e critichiamo l’analisi in maniera a volte eccessivamente patriottica.

- Viaggi: l’attraversata atlantica per amore della vela: l’esperienza di Angelo, il suo viaggio, le nostre e le vostre domande per ripercorrere la sua strada da Caracas (Venezuela) a Cagliari (Italia) passando per i Caraibi.

- Rassegna Stampa: oggi in rassegna stampa The Economist: Acqua Alta a Venezia, Investimenti e Mercati, Consumi e stagnazione economica.

- Molto Rock

- e molto molto di più ancora… 

In studio Marco e Jacopo mentre Matteo con la “I lunga” è a Londra in vacanza!!! 

 

 
icon for podpress  Quinta Puntata: Viaggi: l'attraversata in barca a Vela dell'altantico, l'esperienza di Angelo; Italia: come ci criticano all'estero e come noi critichiamo le critiche, rassegna stampa...molto Rock!!!: Play Now | Play in Popup | Download (1671)


Bruxelles 4 Dicembre 2008 nella sede del Parlamento Europeo, ad una settimana dal Vertice Ue che sancirà l’accordo europeo per il clima e l’energia, l’Italia si oppone, unica, a quanto deciso fin ora.

Il relatore francese della Presidenza Claude Turmes è comunque fiducioso per la risoluzione delle obiezioni mosse, poichè, dichiara, “Abbiamo solo un paese da convincere e spero che questo possa avvenire alla riunione del Coreper di domani”(ANSA). Di diversa opinione il negoziatore di Greenpeace, Frauke Thies, che accusa l’Italia di difendere l’interesse delle compagnie produttrici di energia, andando contro ai cittadini europei, all’economia e al clima. Il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha assicurato ”L’Italia non vuole bloccare l’accordo sulle energie rinnovabili. La richiesta di una clausola di revisione per le rinnovabili al 2014 punta a delineare obiettivi concretamente raggiungibili per i singoli paesi, sulla base delle concrete capacità di implementazione del sistema delle rinnovabili” (ANSA).

Ma cerchiamo di analizzare in maniera più puntuale i 5 punti che l’Italia ha opposto al Parlamento Europeo riguardo il pacchetto clima.

“1) BORSA EMISSIONI: l’Italia vuole includere i settori industriali più vulnerabili, come la carta, il vetro, la ceramica e la siderurgia, nell’elenco dei settori europei che avranno accesso gratuito ai permessi di emissione di Co2. Lo scopo è di evitare che la direttiva sull’Ets (emissions trading system), che prevede a partire dal 2013 una borsa europea per scambiare e vendere i diritti ad inquinare, provochi una crisi di competitività e una fuga all’estero delle imprese.

2) SVILUPPO PULITO: l’Italia chiede un uso più ampio dei crediti generati dai progetti realizzati all’estero nell’ambito del meccanismo sullo sviluppo pulito. Ciò consentirebbe una riduzione dei costi per le imprese italiane che potrebbero usare i crediti maturati all’estero, con progetti di innovazione nei paesi emergenti o in via di sviluppo, piuttosto che acquistare permessi di emissione nel mercato europeo. L’Italia insiste in particolare per l’utilizzazione fino al 2020 dei crediti già maturati attraverso i progetti riconosciuti dall’Onu.

3) TERMOELETTRICO: l’Italia propone l’introduzione graduale del pagamento dei permessi nel settore termoelettrico per limitare gli effetti dell’aumento dei prezzi.

4) RIDUZIONE EMISSIONI: l’Italia si oppone a impegni vincolanti definiti su base annua e rifiuta pertanto meccanismi sanzionatori.

5) REVISIONE: l’Italia ritiene necessario introdurre una clausola di revisione generale nel 2010, per considerare i risultati della conferenza mondiale sul clima di fine 2009 a Copenaghen.”
(fonte ANSA).

Queste obiezioni denotano un filo conduttore ben preciso nella politica seguita dall’Italia. Emerge, da quanto richiesto dal Ministro dell’Ambiente, una mancata lungimiranza da parte della Nostra classe politica nazionale, che preferisce incentrare l’intero trattato su risparmio economico nel breve termine. Così facendo cerca di evitare un investimento in infrastrutture più moderne ed adeguate oltre a svincolarsi dall’obbligo di sussidi per le imprese nazionali in possibile crisi dovuta ai maggiori costi sostenuti per una produzione entro i parametri richiesti dall’UE. Non si cerca così di orientare il sistema italiano ad un risparmio di risorse per una migliore sostenibilità di lungo periodo, bensì ad arrischiare l’intera Unione a parametri più “abbordabili” con conseguente inutilità dell’accordo secondo obiettivi per il quale esso è stato richiesto.

Potrebbe sembrare per alcuni che la posizione dell’Italia possa essere, se non giusta, quanto meno corretta nei confronti dell’economia interna, visto che ci troviamo già in una situazione di crisi economica. Quindi imporre regole rigide che vanno ad aumentare i costi di produzione e di gestione dell’impresa arrischierebbero sicuramente numerose imprese già in difficoltà.
Non per niente il primo punto chiede di estendere il permesso ad inquinare a dei settori già in crisi come quello siderurgico, della carta, della ceramica del vetro, che fanno parte di quelli che attualmente inquinano maggiormente non solo per emissioni di CO2. La difesa tali categorie è voluta proprio perché esse subiscono gravate di nuovi costi a causa di una direttiva europea, quindi, essendo danneggiati da tale normativa, dovrebbero ricevere un sussidio per incentivare il loro sviluppo in maniera tale da adeguarsi al resto d’Europa ed essere competitive autonomamente.
Ma chi deve pagare tale sussidio alle imprese??? Lo Stato Italiano, che non avendo soldi neanche per piangere (seppur di facciata sia tutto sorrisi e frasi tipo “Noi non siamo in crisi!”), non può permettersi di aiutare le proprie imprese dall’essere mangiate dal mercato estero. Purtroppo questo mette in evidenza ancora una volta come la produzione italiana non sia competitiva come quella estera, anche se non è sempre colpa diretta delle imprese. 

Ad avvalorare l’ipotesi, che l’Italia non sia adeguatamente munita di infrastrutture ed imprese che possano sostenere quanto richiede l’accordo comunitario, lo evidenzia nel punto 4. Dove non viene accettato dall’Italia un raggiungimento in base annua degli obiettivi  rifiutando conseguentemente meccanismi sanzionatori. Questo è logico dato che in Italia non ci sono i mezzi per adeguarsi a degli obiettivi così giustamente ambiziosi, in tempi così concitati e ben scanditi. È logico anche che non avendo soldi per adeguarsi, perché dovremmo averne da buttare in sanzione che sappiamo già ci prenderemo.

Nel secondo punto messo in evidenza dalla Prestigiacomo, è ancor più evidente la scelta economica intrapresa dal governo per questo progetto. La politica italiana è qui infatti di voler usufruire di crediti acquisiti su progetti, riconosciuti dall’ONU esterni all’unione europea, per evitare di sostenere costi fino al 2020 (anno di termine dell’accordo, alla quale si dovrebbe giungere all’obiettivo della produzione di energia per il 20% da risorse rinnovabili). Questa scelta andrebbe sicuramente a vantaggio dell’economia italiana che vedrebbe ridotti i costi per l’acquisto di permessi di emissione, ma non favorirebbero l’Italia nel raggiungimento dei sui obiettivi di riduzione di emissioni delle imprese nell’ambiente. Si perderebbe, così facendo, l’intera ratio dell’accordo che si vuole stipulare.
Ratio che viene meno anche nella richiesta, da parte dei rappresentanti italiani, nell’ambito della ripartizione degli sforzi a livello europeo (decisi sulla base del Pil procapite). All’Italia è stata assegnata una quota di rinnovabili del 17%, mentre Roma vorrebbe venisse usato il criterio delle emissioni di Co2 procapite, che porterebbe la quota italiana al 14%.

Purtroppo sembra proprio evidente quando l’interesse a risparmiare soldi prevalga sull’interesse a risparmiare risorse e a contrastare il climate change; senza considerare che un riassetto delle imprese e dello Stato stesso, volto ad una maggiore responsabilità socio-ambientale, potrebbe portare ad una crescita economica, generata dal lavoro che viene impegato per la modernizzazione del sistema e da una maggiore efficienza del sistema stesso con conseguente diminuzione di costi, che andrebbero a vantaggio non solo del nostro Stato, ma dell’Europa tutta. 

Quindi concludendo, a mio giudizio personale, sarebbe di maggior stimolo accogliere le richieste poste dal Parlamento Europeo e di rimboccarci le maniche invece che stare a lamentarci come siamo soliti fare. Magari risparmiando soldi da opere inutili come l’ennesimo aeroporto in Calabria (quando ce ne sono due in rosso, uno inutilizzato, e uno chiuso per fallimento) o i numerosi finanziamenti a fondo perduto che tanto hanno aiutato la stabilità del sistema economico-finanziario Italiano.  

Jacopo Scarabello 



03/12/08: La Quarta Puntata

Author: il_bollettino
12 3rd, 2008

Nella puntata odierna si parlerà di:

- IVA: che cos’è l’IVA in una piccola revisione storica, il caso  Sky e i fatti di questi giorni: come l’IVA incide direttamente sui consumi?

- Valutazione Docenti: valutazione del sistema universitario, tabelle di valutazione e confronti con i sistemi universitari del nuovo mondo. Come vedete la situazione italiana e come la risolvereste voi? Scriveteci cosa ne pensate!!

- Crescita Economica e Crisi Economia: Com’è il possibile risolvere il problema della crisi economica rallentando la crescita, l’esperienza di Tasch e la “slow economy”: pro e contro.

e…

- Rassegna Stampa: Climate Change e Crisi Economica (Financial Times), Groenlandia vuole staccarsi dalla Danimarca (The Economist), Nomina di Mario Resca all’ente generale per la valorizzazione dei Musei (First Draft), IVA: Berlusconi tira dritto sull’iva per Sky (Repubblica)

In studio Marco, Matteo e Jacopo (con la “i lunga”)

Legge 633 del 1972 sull’IVA: testo legislativo e tabelle allegate A e B delle aliquote d’imposta.

Vi attendiamo numerosi nelle nostre dirette e scriveteci sui nostri post oppure alla nostra email che vi ricordiamo essere:
ilbollettino@radiocafoscari.it.

Ricordo ai nostri ascoltatori che ora siamo disponibili con il nostro podcast direttamente da iTuneStore, al quale potete abbonarvi per non perdervi neanche una puntata del vostro amato programma.

 Gazzetta Ufficiali 

 
icon for podpress  Quarta Puntata: Rassegna stampa, IVA e consumo, Crescita Economia e Crisi, Valutazione Docenti.: Play Now | Play in Popup | Download (967)



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